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Eugenio
Ragni: dalla sua presentazione:
«
Io scrivo Non di passioni [...] Ma di sensazioni», enuncia espressamente
l'autore: e la struttura del libro rispecchia l'enunciato, configurata
com'è per frammenti, lampi di memoria, fervori emotivi, risentimenti
civili, la cui compressa intensità riesce a effondersi nel bianco
della pagina, stabilendo valenze e congiunzioni che, saldando le diverse
tessere, assemblano l'autoritratto estroverso di un uomo dalle affettività
immediate, dagli impeti ponderati ma non per questo affievoliti, che ha
caro abitare la sfera personale ma non l'imbozzolarsi nel morbido, privilegiato
alvo che essa ofre a chi fugge l'esterno.
Mariano
L. Bianca: "...Ci sono nei (suoi) versi la melanconia dell'esistenza
che scorre, la gioia della natura...i soffusi angoli dei ricordi e qualche
spiraglio per i futuri rimpianti. L'animo umano fluttua di verso in verso,
corre via fugacemente in cerca di se stesso, e forse lascia l'impronta
della parola segnata sulla carta, a ricordo di quello che è stato
vissuto".
Magè
Avanzini Bertani: "... le tue poesie hanno il respiro della vita,
spesso commuovono."
Gianfranco
Mariotti: "Quando leggerezza e profondità si incontrano,
"qualcosa" accade: bravo Nani!".
Mario
Luzi: "Ha una vena poetica autentica e veritiera".
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