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Cose
Mai Viste
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sulle immagini per ingrandirle) |
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Un
divertente scambio di abiti...
perchè "l'abito non fa il monaco" |
Nani,
Napoleone, il "quarto stato"
... ossimori? |
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Loro
furono quel che io sono.
Io sarò quel che loro sono. |
E'
sempre una questione di stile |
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| Nani
prende il volo... |
...delirio
di onnipotenza! |
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| SINCERITÀ
O MODESTIA? |
...
QUELLA SCARPA DELL'ARTISTA!... |
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| BANDIERINA,
SU SABBIA, CHE INDICA IL "GRANELLO NANI" |
PAPILLON
SU SPECCHIO.
AUTORITRATTO DELL'AUTORE QUANDO SI SPECCHIA
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| Nani
da i numeri |
Nani
scopre l'acqua calda |
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| O
MAGGIO A MATTI ACCI IN POSITIVO |
IL
POMODORO DELLA PALLA |
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INSTALLAZIONI
E SCULTURE OGGI
Gli
anni non passano invano, così ora siamo andati oltre i soliti
materiali (marmo e bronzo) e i soliti temi (figure, soprattutto umane),
per scoprire realtà e fome nuove, prima inesistenti,
nelle quali i materiali usati non hanno più alcuna importanza.
Infatti le materie prime o anche le cose esistenti
sono sempre le stesse e restano tali, ma a me piace vederle trasformare
in qualcosa che non erano prima, qualcosa di nuovo. Cioè far
perdere la loro precedente fisicità per creare
sensazioni o meglio la possibilità e il potere di donare delle
emozioni. Un valore aggiunto, che, se valido e percepito, potrebbe
chiamarsi ARTE. Insomma, è importante scoprire
e proporre qualcosa di nuovo, che però non deve anche essere
necessariamente bello, perché in fondo neppure
Dio ha creato solo cose belle: pensiamo non solo a certi animali,
ma agli uragani, ai terremoti, alle malattie devastanti!
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| UMANITA'
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CHI
SALE... CHI PRECIPITA |
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| CHI
SALE... CHI PRECIPITA |
TURBA |
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Sabato
12 giugno ad Alessandro Marcucci Pinoli è stato assegnato
il PREMIO ROTONDI - ARCA DELL'ARTE 2010 |
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CURRICULUM
Alessandro-Ferruccio Marcucci Pinoli di Valfesina, Nani per gli amici,
avvocato,console, ambasciatore, Cavaliere, Commendatore, Gran Croce
di numerosi Ordini, anche della Repibblica Italiana, è stato
presidente, tra laltro, della maggior catena alberghiera nazionale.
E da sempre impegnato in imprese e iniziative private
e pubbliche ma - ha scritto Carlo Bo - delle tante attività
di cui è magna pars,privilegia decisamente le culturali.
Fra le molte altre manifestazioni, ha ideato e promosso, come presidente
dellAPT di Urbino e sovrintendente, il Festival Internazionale
del Teatro Rinascimentale di Corte di Urbino (1994-97). Da sempre
coltiva la poesia, ma solo allinizio del nuovo millennio ha
pubblicato il suo primo libro di liriche e aforismi, Dulcis
Vivas, destinato ad una stretta cerchia di amici, riscuotendo
subito un successo così unanime da portarlo in poco tempo allultima
raccolta di poesie, la sesta, Vivi dolcemente, che costituisce il
vero confronto con il pubblico più vasto (Salerno Editore).
Ha poi pubblicato altri quattro libri di poesie, un libro di fiabe,
Quattro favole per nonni; Sermona propiora;
12. I mesi della nostra vita (La vita dei miei mesi).
E poi (oltre a Persona e personalitàdel reo; I
Conti Marcucci Pinoli; Sermona Pedestri Buon Dio
Grazie), unodi aneddoti Il mio repertorio, e una
tragedia, Lultimo Presidente, uscita su Sipario
di maggio-giugno 2004 (nn. 659-660), ottenendo premi, prestigiosi
commenti e lusinghieri giudizi (tra gli altri, di Carlo
Bo, Mario Luzi, Stanislao Nievo e Vittorio Sgarbi). Infine ha pubblicato
Quattro gialli e mezzo e Il VI angelo con
lEditrice Nuovi Autori. Per quanto riguarda la sua attività
di artigiano delle sensazioni (come ama definirsi), i
suoi quadri materici, i suoi autoritrattiironici
e le sue sculture sono presenti in molte collezioni private. Le sue
opere, si trovano alla galleria La loggia di Nani e al
Fai Vivere dellHotel Savoy di Pesaro e dell
Albergo San Domenico di Urbino. Ultimamente ha ricevuto anche alcune
commesse pubbliche per la Provincia di Pesaro-Urbino ha eseguito
una grande scultura, di 12 metri: Energia per luomo
e ha tenuto numerose mostre:a Cortina (Galleria Contini), a
San Marino (Galleria di storia dArte Contemporanea), a Monte
Carlo (Galleria Rabel), a Pesaro al Palazzo Comunale ecc. Nellottobre
del 2004 ha esposto al Palazzo dei Capitani del Popolo ad Ascoli Piceno.
Da allora,per quattro anni, si è dedicato alla sua grande opera:
lAlexander Museum Palace Hotel di Pesaro, realizzato con 100
Artisti e inaugurato il 28 giugno 2008, sul quale ha anche scritto
un libro, edito dallELECTA MONDADORI. Ultimamente ha accettato
linvito anche a delle collettive: alla Galleria Art Ø
65 (dove ha esposto La sement de caccianes!)
e, con lAccolta dellAlexander Museum Palace,
alla 1° Rassegna Nazionale dArte della Città di Osimo.
Nel dicembre 2009: Personale nel Palazzo Reale di Napoli.
Nel 2010: riceve da Vittorio Sgarbi, quale Presidente dell Accademia
di Belle Arti di Urbino, il PREMIO IL SOGNO DI PIERO.
E selezionato alla Biennale di Asolo (dal 14.05
al 05.07) e invitato alla collettiva Sguardo sulla
realtà e oltre, nel complesso SantAndrea al Quirinale
a Roma (dal 14.05 a 29.05). Infine, sabato 12 giugno: inaugurazione
della GABBIA, installazione permanente per il Comune
di Pesaro. Lo stesso giorno ha ricevuto il Premio Rotondi -
Arca dellArte. E dal 24 giugno all11 luglio: Personale
al Palazzo delle Esposizioni di Roma. |
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MANICHINI
COME METAFORE DELLESISTENZA
Pur
senza mai rinunciare alla sua carica ironica che è parte
integrante del suo carattere (la si ritrova negli scritti e nelle
opere visive: pittoriche, grafiche e scultoree) Alessandro Marcucci
Pinoli Nani per gli amici con questi lavori esprime
in modo chiaro quanto stia vivendo un momento di riflessione seria
sui perché fondamentali dellesistenza. Egli sospende,
dunque, le sue brillanti, acute, guizzanti incursioni nelluniverso
di derivazione duchampiana per approcciare in modo più composto,
ma mai convenzionale e scontato, le problematiche dellessere.
Lumanità che i suoi manichini plastici offrono è
il campione di un processo di omologazione al quale essa sembra
inevitabilmente sottoposta. Gli androidi sono tutti dello stesso
colore, nudi (il nudo è spersonalizzante, paradossalmente
quanto lo sono le uniformi, nelle quali almeno ci sono i gradi a
mantenere un certo orientamento distintivo), privi di pupille con
i soli bulbi oculari bianchi che rendono luno simile allaltro.
La rassegna di Palazzo delle Esposizioni di Roma ha presentato anche
qualche dipinto dove un manichino è relazionato ad uno spazio
vuoto (bianco o nero, poco importa). Non si capisce se entri in
scena (ovvero nello spazio) o se ne ritragga. La doppia ammissibile
interpretazione è propria delle infinite possibilità
ermeneutiche che derivano dallambiguità dellarte:
essa infatti, dal punto di vista linguistico, nutrendosi di metafore,
assembla sempre almeno due verità, quella della proposizione
e quella della finzione, come dice Eberard Jüngel.
Lartista ha dato titoli alle sue opere: Turba (nel doppio
senso di voce del verbo turbare: terza persona dellindicativo
presente, ma anche seconda persona dellimperativo; senza dimenticare
il significato di massa, che è una terza opzione di verità);
Gabbia (quella che lumanità, giorno dopo giorno, si
costruisce attorno e dentro la quale finirà inesorabilmente
imprigionata); Umanità (tre manichini di differente colore
è lunica eccezione alla monocromia vale
e dire lumanità dei bianchi, dei neri e dei gialli,
legata alla stessa catena, allo stesso destino: ma se ne accorgerà?;
Le scale della vita: e qui ci sarebbe tanto da dire. La scala rivolta
al cielo è il segno di una insopprimibile nostalgia del Paradiso?
Salirla è una specie di desiderio di ascendere, come con
le cattedrali gotiche, verso la dimensione uranica da cui un peccato
di orgoglio ci ha estromesso allinizio dei secoli? Le cadute
sono il tentativo fallito di ritornare al luogo di origine? Oppure
richiamano alla memoria ancestrale proprio il peccato originale
che è seguito allaltro ancor più grave
che determinò la caduta dellangelo ribelle?
O, infine, sono metafore di alcuni dei più tragici eventi
della modernità: guerre; morti sul lavoro; stragi della domenica?
Infine Le tre età dellumanità: una strada lunga
(la giovinezza); un tragitto a metà (la maturità);
un sentiero breve breve che ha dinanzi a sé il tunnel della
morte (la vecchiaia). Ma, in fondo a quel tunnel, si vede un puntino
bianco
La speranza in unaltra vita ? Forse, vista la
grande fede dellartista. E qui il racconto si interrompe.
Armando
Ginesi
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